Il Paesaggio archeologico dell’Asia Occidentale Antica

Studio e analisi dei sistemi di indagine remote sensing, morfologia e topografia

Andrea Titolo

Università di Torino

Archeologia del Paesaggio in Asia Occidentale - Introduzione alla disciplina e alle tecniche


  1. L’Asia Occidentale – Inquadramento geografico

  2. L’archeologia del paesaggio nell’Asia Occidentale.

  3. Metodologie e principi

  4. Elementi caratterizzanti il paesaggio archeologico dell’Asia Occidentale recuperabili dalle ricognizioni

  5. Esempi di applicazioni recenti

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L’Asia Occidentale - Quadro Generale

L’Asia Occidentale - Quadro Generale

  • Ampie aree di altopiani montuosi (Anatolia, Iran, Yemen)
  • Ampi bacini sedimentari (Mesopotamia, Palestina costiera, Khuzestan)
  • Altopiani più ampi (Siria, Palestina)
  • Catene montuose (Zagros, Tauro, Amano)
  • Aree desertiche
  • Oasi
  • Steppe semi-aride (es. Jazira)

L’Asia Occidentale - Quadro Generale

  • Ampie aree di altopiani montuosi (Anatolia, Iran, Yemen)
  • Ampi bacini sedimentari (Mesopotamia, Palestina costiera, Khuzestan)
  • Altopiani più ampi (Siria, Palestina)
  • Catene montuose (Zagros, Tauro, Amano)
  • Aree desertiche
  • Oasi
  • Steppe semi-aride (es. Jazira)

L’Asia Occidentale - Quadro Generale

  • Clima mediterraneo, arido o semiarido (ma cambiamento climatico)
  • Agricoltura pre-industriale fortemente influenzata dalla piovosità
  • Soglia dei 200 mm annui di pioggia per l’agricoltura secca
  • Si parla spesso di ‘Zone of Uncertainty’ (Lawrence 2012; Wilkinson 2003)
  • Forte correlazione tra produttività agricola, densità di popolazione e continuità insediativa

L’Asia Occidentale - Quadro Generale

  • Generale inaridimento nel tempo (a partire da ca. 6000 anni fa e degradazione dei suoli, più grave negli ultimi 30-40 anni)
  • Cambiamento del livello del mare e della linea di costa del golfo
  • Avulsione del fiume Tigri

Storia della disciplina

Storia della disciplina

  • Segue da vicino gli sviluppi dell’archeologia del paesaggio di stampo europeo e americano
  • Divisioni temporali simili ma meno nette e spesso dettate dagli eventi politici
  • Forte influenza e sviluppo del remote sensing

Prime esperienze in Asia Occidentale

Braidwood (1937) The Mounds in the Plain of Antioch

  • Ricognizioni nella piana dell’Amuq
  • Prima impostazione multidisciplinare di un progetto regionale

Prime esperienze in Asia Occidentale

Jacobsen and Lloyd (1935) Sennacherib’s Aqueduct at Jerwan

  • Ricognizione nella valle del Diyala
  • Stabilire relazioni tra irrigazione e insediamenti

Prime esperienze in Asia Occidentale

  • Poidebard (1934) La trace de Rome dans le desert de Syrie: les limes de Trajan à la conquite arabe: recherches aériennes (1925-1932)

  • Van Liere and Luffray (1954) Nouvelle prospection archeologique dans la Haute Jazireh Syrienne. Les Annales Archeologiques de Syrie 4-5:129-48

  • Primo utilizzo di immagini aeree per l’analisi dei siti e del territorio


Primo turning point – Robert McC. Adams

  • Ricognizioni lungo il Diyala e nella zona di Uruk
    • Ricognizioni estensive, tramite veicoli
  • Esperienze statunitensi di analisi regionali
  • Nuove tecniche di ricognizione e immagini aeree che faranno scuola
  • Confronto dei dati con ricognizioni precedenti e con aree limitrofe
    • Si tentava di evidenziare similitudini e differenze spaziali e temporali
  • Propositi ambiziosi
    • Ricostruzioni demografiche
    • Spiegazione della forte e precoce urbanizzazione del sud della Mesopotamia

Primo turning point – Robert McC. Adams

  • Ricognizioni lungo il Diyala e nella zona di Uruk
    • Ricognizioni estensive, tramite veicoli
  • Land Behind Baghdad (Adams 1965)
  • The Uruk Countryside (Adams and Nissen 1972)

Primo turning point – Robert McC. Adams

Successive ricognizioni

  • Introduzione di modelli derivati dalla New Archaeology
    • Adottati con cautela, e sempre integrati in una prospettiva storica
  • Primo utilizzo di immagini satellitari Landsat per l’identificazione degli argini dei canali antichi
  • Hearthland of Cities (Adams 1981)
  • Si stabilisce una struttura interpretativa e un’enorme mole di dati utilizzati da molti studi successivi

Primo turning point – Robert McC. Adams

  • Utilizzo di immagini aeree, mappe topografiche e ricognizione archeologica
  • Ricostruzione dell’ambiente, della rete di canali e della distribuzione degli insediamenti
  • Per la prima volta si ottiene la storia insediativa di una regione dell’Asia Occidentale dalle origini dell’urbanizzazione al XX secolo

  • L’enorme mole di dati raccolta stimolò discussioni metodologiche
  • Approccio ‘Back-to-basic’ (Kintigh and Ammerman 1982)
  • Necessità di ricognizioni più intense, inclusione di fattori geomorfologici, relazioni tra resti superficiali e subsuperficiali, miglior definizione metodologica dei modelli adottati, multiple scale di analisi
  • Ricognizioni più ristrette in aree non indagate, o già indagate da Adams
  • Nuovi progetti di salvataggio in Iraq, Siria e Turchia

Secondo turning point - T.J. Wilkinson (1948-2014)

  • Inclusione di studi geomorfologici durante la ricognizione, collegati alla ricostruzione dell’utilizzo agricolo del suolo e studi sul cambiamento climatico in relazione alla distribuzione degli insediamenti
  • CAMEL (Centre for the Archaeology of the Middle East Landscape) Lab (Chicago, 1990s)
  • Informatics Lab (Durham, 2000s)

Secondo turning point - T.J. Wilkinson (1948-2014)

  • Necessità di una ricognizione off-site, non solo incentrata sui tell
    • Tenere conto del paesaggio rurale
    • Identificare gli elementi caratterizzanti il paesaggio archeologico (sentieri, campi, canalizzazioni, elementi religiosi)
    • Site Catchment Analysis
    • Hollow Ways
    • Sherd Scatters
  • Intenso utilizzo del remote sensing (immagini satellitari, aeree, ecc.)
  • Primi esempi: la valle di Tell es-Sweyhat (Wilkinson 1976, 2004)

Secondo turning point - T.J. Wilkinson (1948-2014)

Secondo turning point - T.J. Wilkinson (1948-2014)

Secondo turning point - T.J. Wilkinson (1948-2014)

  • Archaeological Landscapes of the Near East (Wilkinson 2003)
    • Risultato di anni di differenti esperienze sul campo (Oman, Siria, Iraq, Turchia)
  • Focus sullo sviluppo del paesaggio culturale e dei suoi elementi costitutivi, inseriti nel loro contesto fisico, culturale, storico.

Secondo turning point - T.J. Wilkinson (1948-2014)

  • Tre livelli d’analisi per comprendere lo sviluppo del paesaggio
    • Comprendere quanto parti del paesaggio sono state perse o nascoste a causa di processi fisici
    • Evidenziare processi culturali che hanno portato alla perdita di elementi del paesaggio
    • Esaminare l’influenza di fattori sociali, politici ed economici
  • Feedback tra i vari stadi
  • Per la prima volta si ha la possibilità di guardare a processi di formazione e cambiamento dell’insediamento umano in gran parte dell’Asia Occidentale

Secondo turning point - T.J. Wilkinson (1948-2014)

  • Archaeological Landscapes of the Near East (2003)
  • Elementi di base componenti del paesaggio archeologico (ad es. siti, strade, elementi per la gestione dell’acqua, ecc.)
    • Come riconoscerli ed interpretarli
  • Quando messi insieme non costituiscono l’intero paesaggio, ma permettono di ricreare un’immagine del paesaggio archeologico per certi periodi storici.
  • Enfasi su elementi che possono essere riconosciuti da ricognizione o remote sensing
  • Multiple funzioni per singoli elementi (sociali, economiche, politiche)

Principi di archeologia del paesaggio

  • Archaeological Landscapes of the Near East (2003)
  • Signature Landscape
  • Elementi del paesaggio che è possibile attribuire ad una singola entità o periodo storico
  • Alcune configurazioni del paesaggio che si ripetono nello spazio e nel tempo, risultanti da una serie di processi fisici e/o culturali in grado di imprimere un aspetto duraturo al paesaggio, aspetto che sopravvive fino ai giorni nostri e che a volte influenza l’utilizzo del paesaggio in periodi successivi.
  • La “traccia” del paesaggio che arriva ai giorni nostri difficilmente permette di datare individualmente gli elementi che lo compongono, ma la sua forma e aspetto generale possono essere assegnate ad ampi periodi storici del paesaggio
  • Forniscono solamente un’idea del paesaggio di quel periodo storico a causa di processi che possono oscurare elementi costitutivi del paesaggio archeologico.
  • Non implica una staticità del paesaggio antico, variabilità spaziale

Principi di archeologia del paesaggio

  • Archaeological Landscapes of the Near East (2003)
  • Signature Landscape
  • Esempi
  • Paesaggio a irrigazione
  • Paesaggio a tell
  • Paesaggio di dispersione

Principi di archeologia del paesaggio

  • Archaeological Landscapes of the Near East (2003)
  • Landscape Taphonomy
  • Ogni traccia umana lasciata sul paesaggio rimane presente (signature landscape) finché non è distrutta, coperta, o incorporata in un paesaggio più tardo
  • Analisi dei processi che hanno portato alla rielaborazione o alla distruzione di elementi del paesaggio come siti archeologici, canali, limiti di campi ecc.
  • Landscape of survival
    • Aree successivamente poco insediate
  • Landscape of destruction
    • Aree in cui le popolazioni successive hanno totalmente o parzialmente distrutto le evidenze precedenti
  • Non bisogna concentrarsi solo sulle aree di sopravvivenza del paesaggio

Principi di archeologia del paesaggio

  • Archaeological Landscapes of the Near East (2003)
  • Landscape Taphonomy
  • Definizione di 5 zone “tafonomiche” dell’Asia Occidentale, in cui i processi di distruzione e sopravvivenza di elementi del paesaggio possono essere semplici o complessi da identificare, e che permettono differenti gradi di sopravvivenza del paesaggio archeologico.
  1. Zona di preservazione del deserto
  1. Zona di preservazione nelle aree montane
  1. Zona intermedia (sopravvivenza parziale influenzata da vari fattori, es. la Jazira)
  1. Zona di ‘attrito’ (continuamente occupata es. valli fluviali, tell, centuriazione romana)
  1. Zona costiera

Principi di archeologia del paesaggio

  • Concetto di trasformazione strutturale (structural transformation, Casana 2007; Lawrence 2012)
    • Assieme al landscape signature fornisce un approccio teorico per ricostruire il paesaggio archeologico anche in aree in cui questo è stato parzialmente distrutto
    • Richiede la conoscenza del tipo di paesaggio archeologico che stiamo cercando (domanda storica), e del luogo in cui cercarlo
    • Richiede anche la comprensione dei processi di formazione e modifica del paesaggio archeologico
    • Richiede conoscenza e confronti tra regioni differenti
    • La spiegazione dei fenomeni difficilmente risulta univoca

Principi di archeologia del paesaggio

  • Esempi:
  • Interpretato come inserimento all’interno dell’Impero Neo-Assiro
  • ‘Ritardo’ dovuto all’integrazione tarda in imperi sovraregionali (romano e sasanide) e a nuove pratiche di amministrazione della terra

Anni recenti

  • Sempre più stretta associazione a studi regionali diacronici e ai confronti sovraregionali
  • Diffusione sempre più ampia dell’utilizzo del remote sensing
  • Impatto post-processualista

Anni recenti

  • Progetti di salvataggio
  • GIS + analisi spaziali e quantitative, modelli (computational approaches)
  • Water History
  • Studio delle oasi e dei sistemi di canalizzazione

Archeologia del paesaggio oggi

  • Moltiplicazione e diramazione di studi di archeologia del paesaggio
  • Nuove ricognizioni estensive a carattere regionale grazie alla riapertura dei confini
  • Nuovi orizzonti più dal punto di vista tecnico che teorico
  • Studio del cambiamento climatico nel lungo termine associato a cambiamenti strutturali del paesaggio archeologico
  • Interconnessioni e scambi culturali sovraregionali tra macro-aree
  • Monitoraggio estensivo del patrimonio culturale
  • Decolonizzazione, Equality, Diversity, and Inclusion

“Any real definition of an archaeological landscape must now range from consideration of the manipulation and control of landscape as an ‘instrument for enstablishing physical, expressive, and imagined political relationship’ to economic infrastructure and built features (e.g. roads, canals, agricultural terraces, etc.) occurring over the earth’s surface and to a broader awareness of the land as a physical form and product of social and political-economic ideologies.”

Palmisano (2017: 5)

Metodologie e applicazioni

Metodologie e applicazioni

Tre ‘stadi’ in gran parte dei progetti di ricognizione e di archeologia del paesaggio (Wilkinson 2003: 3)

  1. Analisi di mappe, foto aeree, immagini satellitari e altre fonti (storiche o archeologiche)
  1. Ricognizione archeologica o geoarcheologica sul campo
    • Raccolta dati
    • Verifica sul campo di osservazioni eseguite durante il primo stadio
  1. Analisi successive al lavoro sul campo
    • Analisi di laboratorio sui campioni
    • Elaborazione dei dati raccolti e correlazione con quanto raccolto nel primo stadio
  • Studio dei processi di formazione del paesaggio
  • Gestione dati tramite GIS e prime analisi

Metodologie e applicazioni

Metodologie e applicazioni

Nel caso in cui non sia possibile portare avanti un progetto di ricognizione:

  1. Analisi di mappe, foto aeree, immagini satellitari e altre fonti (storiche o archeologiche)
  1. Utilizzo dati di ‘seconda mano’ da ricognizioni già effettuate
    • Raccolta dati
    • Analisi critica dei dati e risoluzione di problemi relativi all’integrazione di dati da diverse fonti
  1. Analisi successive al lavoro sul campo
    • Analisi di laboratorio sui campioni
    • Elaborazione dei dati raccolti e correlazione con quanto raccolto nel primo stadio
    • Analisi sui sistemi insediativi
  • Studio dei processi di formazione del paesaggio
  • Gestione dati tramite GIS e prime analisi

Metodologie e applicazioni – Analisi Preliminari

Fonti e dati utili:

  • Mappe topografiche/storiche
    • Mostrano elementi utili per archeologia del paesaggio (rovine, rilievi, nomi di luoghi significativi, vie di comunicazione) e per la pianificazione
  • Fotografie aeree
    • Utili per identificazione di siti ed elementi del territorio

Metodologie e applicazioni – Analisi Preliminari

Fonti e dati utili:

  • Immagini satellitari
  • Utili per identificazione di siti ed elementi del territorio
  • Preliminare datazione di siti (kranzhugeln, conical tells, siti a pianta quadrata di periodo islamico)
  • Cambiamenti del paesaggio
  • 3D
  • Elementi sub-superficiali (radar)
  • Uso del territorio moderno e vegetazione
  • Pianificazione

Metodologie e applicazioni – La ricognizione

Problematiche e differenze dell’archeologia dell’Asia Occidentale rispetto a quella Mediterranea

  • Difficoltà di accesso alle regioni di interesse (e all’interno delle regioni stesse)
  • Accesso per tempo limitato e impossibilità di rivisita nel breve termine
  • Difficoltà logistiche
  • Siti scomparsi o sommersi
  • Differente possibilità di applicazione di metodi di ricognizione, analisi e studio a seconda delle legislazioni locali
  • Problematiche nell’analisi di materiali

Problematiche e differenze dell’archeologia dell’Asia Occidentale rispetto a quella Mediterranea

  • Tendenza ‘storica’ della ricognizione in Asia Occidentale ad essere incentrata sul recupero e catalogazione dei tell (più facili da riconoscere)
  • Ricognizioni in passato eseguite solamente in maniera estensiva, di tipo full coverage (vs sample survey), e in modalità tradizionale (auto e strade)
    • Full coverage = l’area ricognita corrisponde con l’area di studio e tutti i siti significativi vengono visitati
  • Adozione di tecniche di ricognizione e campionamento intensive spesso meno raffinate che nel mediterraneo (specialmente in anni passati)
    • Numero di siti identificati sensibilmente inferiore

Problematiche e differenze dell’archeologia dell’Asia Occidentale rispetto a quella Mediterranea

  • I siti di piccole dimensioni o elementi pastorali sono spesso sottorappresentati (per certi periodi storici questi siti formano gran parte del record archeologico!)
  • Non sempre adeguate sequenze ceramiche
    • Spesso si associa la ricognizione ad uno scavo
    • Siti con ceramica contemporanea non necessariamente erano occupati allo stesso tempo

Problematiche e differenze dell’archeologia dell’Asia Occidentale rispetto a quella Mediterranea

  • L’approccio full coverage non è abbandonato, ma raffinato (Wilkinson 2000; Wilkinson and Tucker 1995; prime critiche in Kintigh and Ammerman 1982)
  • Oggi si tende ad applicare un approccio combinato, in cui metodi di ricognizione estensiva sono utilizzati per recuperare una struttura base dell’insediamento antico, e tecniche di ricognizione intensiva vengono applicate in luoghi specifici per indagare dimensione dei siti o evidenziare siti di piccole dimensioni e scarsa elevazione

Problematiche e differenze dell’archeologia dell’Asia Occidentale rispetto a quella Mediterranea

  • Transetti, divisione dei siti in quadranti per campionamento e raccolta materiali
  • GPS/GIS
  • Campionamento e transetti possono essere effettuati sia sul sito (intra-sito) che al di fuori (off-site)
  • Analisi geoarcheologiche/geofisiche/geochimiche
  • La ricognizione estensiva aiuta le istituzioni locali a programmare la tutela del patrimonio

Problematiche e differenze dell’archeologia dell’Asia Occidentale rispetto a quella Mediterranea

  • Innovazioni tecnologiche (gps, gis, immagini satellitari) hanno aiutato a raffinare la ricognizione estensiva
    • Disparità tra ricognizioni nord e sud mesopotamia e levante
    • Classificazioni nord-mesopotamia non universali

Metodologie e applicazioni – La ricognizione

  • Ricognizione e spostamenti tramite veicolo per ispezionare ed eventualmente confermare/smentire informazioni raccolte nella prima fase
  • Transetti e raccolta di materiale in aree di interesse (spazi tra siti, aree di interesse da immagini satellitari)
    • GPS per registrare le evidenze archeologiche (concentrazione di materiale, siti, strutture, limiti dei siti)
    • Mobile GIS per digitalizzazione di elementi sul campo
    • Schizzi sul campo del sito o area di interesse
  • Schede di ricognizione
  • Diari di ricognizione e inventario dei siti
  • Lavoro a casa missione per importazione dei dati raccolti sul campo e inserimento in GIS
  • Pianificazione della giornata successiva

Metodologie e applicazioni – La ricognizione

Ur (2017)

Metodologie e applicazioni – La ricognizione

  • Ricognizione e spostamenti tramite veicolo per ispezionare ed eventualmente confermare o smentire le informazioni raccolte nella prima fase
  • Transetti e raccolta di materiale in aree di interesse (spazi tra siti, possibili aree di interesse viste da immagini satellitari)
    • GPS per registrare le evidenze archeologiche (concentrazione di materiale, siti, strutture, limiti dei siti)
    • GIS mobile per digitalizzazione di elementi sul campo
    • Schizzi sul campo del sito o area di interesse
  • Schede di ricognizione
  • Diari di ricognizione e inventario dei siti
  • Lavoro a casa missione per importazione dei dati raccolti sul campo e inserimento in GIS
  • Pianificazione della giornata successiva
  • Analisi geochimiche
    • Identificare attività umane dall’analisi dei terreni (concimazione, sepolture, irrigazione)
  • Analisi geoarcheologiche
    • Permette al dato archeologico di essere integrato con il dato fisico
    • Identificare processi di erosione e sedimentazione
  • Analisi geofisiche
    • Analisi di elementi sub-superficiali con tecniche non invasive

Elementi del paesaggio archeologico visibili durante la ricognizione

  • Archaeological Landscapes of the Near East (Wilkinson 2003)
  • La funzione di ogni singolo elemento deve essere valutata sul campo e nelle fasi di interpretazioni successive
  • Un elemento può avere più di una funzione (es. canali per irrigazione e per trasporto)

Elementi del paesaggio archeologico visibili durante la ricognizione

  • Tell
    • Rilievi a volte anche molto elevati, formati dall’accumulo di materiale di scarto e di costruzione nel tempo
    • Spesso cinto da mura che limitavano la dispersione del materiale
    • A volte ‘città bassa’ associata

Elementi del paesaggio archeologico visibili durante la ricognizione

  • Low mounds
    • Siti occupati per periodi più brevi rispetto ai tell
    • Oppure parti di un singolo sito

Elementi del paesaggio archeologico visibili durante la ricognizione

  • Siti non elevati
    • Occupazioni per brevi periodi
    • Dispersione di materiale culturale
    • Fondamenta in pietra
  • Insediamenti nomadi
    • Dispersione di materiale culturale

Elementi del paesaggio archeologico visibili durante la ricognizione - Sistemi di gestione dell’acqua

  • Pozzi
    • Elementi in muratura, depressioni nel suolo
  • Qanats/Falaj (pl. Aflaj)
    • Allineamento di pozzi di accesso e canale più a valle
  • Canali
    • Rilievi ai lati, immagini satellitari, elementi in muratura
  • Dighe
  • Elementi in muratura, sfioratoi
  • Aree di raccolta dell’acqua
    • Piccole mura

Elementi del paesaggio archeologico visibili durante la ricognizione - Sistemi di gestione dell’acqua

  • Difficili da datare
    • Associazione con siti per maggiori periodi di utilizzo
    • Scavo stratigrafico
    • Radiocarbonio
    • Luminescenza ottica

Elementi del paesaggio archeologico visibili durante la ricognizione - Sistemi di gestione dell’acqua

Elementi del paesaggio archeologico visibili durante la ricognizione – attività produttive

  • Campi agricoli
    • Campi delimitati da mura più o meno permanenti
    • Terrazzamenti
    • Field scatters
      • Wilkinson (1982) ‘The Definition of Ancient Manured Zones by Means of Extensive Sherd-Sampling Techniques’, Journal of Field Archaeology, 9(3), pp. 323–333
      • Wilkinson (1989) ‘Extensive Sherd Scatters and Land-Use Intensity: Some Recent Results’, Journal of Field Archaeology, 16(1), pp. 31–46

Elementi del paesaggio archeologico visibili durante la ricognizione – attività produttive – Field scatters

  • La loro identificazione è diretta conseguenza del concetto di continuous landscape
  • Necessitano di attento campionamento (transetti, test pits) e un incrocio di analisi per essere correttamente interpretati
  • Se presenti in gran numero e molto concentrati, tendenzialmente vengono interpretati come evidenza di occupazione sedentaria, inoltre tendono ad essere meglio conservati e meno frammentari
  • I field scatters di solito sono più dispersi sul terreno e non concentrati, spesso associati a suoli destinati all’agricoltura (da analisi dei suoli)
  • Di solito non ben preservati (al contrario degli insediamenti) presentano abrasioni, occasionalmente trovati assieme a frammenti di basalto, ossidiana e altri materiali culturali

Elementi del paesaggio archeologico visibili durante la ricognizione – attività produttive – Field scatters

  • Interpretati come pratiche di fertilizzazione antiche
  • Valutazione critica, possono essere il risultati di altri elementi (coltivazioni moderne che hanno disperso e danneggiato materiale)

Ur (2010)

Elementi del paesaggio archeologico visibili durante la ricognizione – attività produttive

  • Installazioni agricole
    • Superfici per trebbiatura
      • Più comuni in aree elevate e non nella piana alluvionale
      • Superfici in pietra (o accumuli di pietre) o terra battuta a volte delimitate da bassi muri
  • Presse per vino, olive ecc.
    • Scavate nel suolo roccioso
  • Mulini
    • Prevalentemente dal I secolo a.C.

Elementi del paesaggio archeologico visibili durante la ricognizione – attività produttive

  • Aree dedicate alla pastorizia e alla caccia
    • Aree per la pastorizia difficilmente identificabili, analisi di paleosuoli può aiutare, altrimenti presenza di aree dedicate alla pastorizia dedotta dall’assenza di colture
  • Desert Kites

Elementi del paesaggio archeologico visibili durante la ricognizione – Strade e sentieri

  • Strade più o meno pavimentate
    • Tendenzialmente di periodo romano, non comuni in Asia Occidentale
  • Sentieri rurali
    • Linee parallele di pietre
  • Sentieri a gradini
    • Gradini tagliati nella pietra, evidenza di movimento a piedi
  • Solchi di ruote
    • Superfici rocciose incise
  • Sentieri nel deserto
    • A volte evidenti come aree desertiche liberate da pietre
    • Oppure come aree di terreno più chiare o con differente vegetazione dovute al passaggio ripetuto di animali e al compattamento del suolo
    • Visibili anche da satellite tramite sensori ad infrarossi o radar

Elementi del paesaggio archeologico visibili durante la ricognizione – Strade e sentieri – Hollow Ways

  • Depressioni poco profonde e lineari nel terreno, ampie anche fino a 200m
  • Mappate inizialmente da foto aeree (Van Liere and Luffray 1954)
  • In certe condizioni visibili su immagini satellitari e sul campo
  • La maggior parte si diramano in modo radiale da insediamenti del Bronzo Antico fino a pochi km dal sito o anche più lontano
  • Interpretate come tracce del movimento di uomini e animali nel tempo, che collegavano i campi coltivati agli insediamenti, o gli insediamenti tra loro (Ur 2010; Wilkinson 1993, 2003)

Elementi del paesaggio archeologico visibili durante la ricognizione – Strade e sentieri – Hollow Ways

  • Confinate principalmente nel bacino dell’alto Khabur (Ur 2010), molto raramente trovate ad ovest dell’Eufrate
  • Inizialmente interpretazione criticata e interpretate piuttosto come elementi di canalizzazione dell’acqua (McLellan et al. 2000), analisi geoarcheologiche e topografiche smentiscono però questa interpretazione (Wilkinson et al. 2010)

Elementi del paesaggio archeologico visibili durante la ricognizione – Strade e sentieri – Hollow Ways

  • Depressioni poco profonde e lineari nel terreno, ampie anche fino a 200m
  • In certe condizioni visibili su immagini satellitari e sul campo
  • Rinvenute anche nel Sud della Mesopotamia (Jotheri et al. 2019)

Elementi del paesaggio archeologico visibili durante la ricognizione – aree di estrazione e lavorazione

  • Miniere
    • Minima evidenza sul terreno, spesso identificate grazie alle aree produttive e al materiale di scarto associato
  • Cave
    • Facilmente trascurate a causa della loro natura
    • Evidenze di III Millennio a.C., ma più evidenti in periodo romano
  • Forni e fornaci

Elementi del paesaggio archeologico visibili durante la ricognizione - Misc

  • Luoghi religiosi
    • Difficilmente riconoscibili salvo presenza di edifici dedicati
    • Iscrizioni, pitture rupestri
    • Elementi naturali, rilievi, fonti
  • Luoghi di intrattenimento
    • Giardini, noti dalle fonti
    • Piste per corse abbasidi
    • Facilmente perdute e difficilmente identificabili
  • Luoghi di sepoltura
    • Cimiteri
    • Dolmen
    • Tumuli
    • Funzioni multiple

Metodologie e applicazioni – La datazione

  • Associazione passiva di elementi con siti già datati
    • Basata sulla loro vicinanza spaziale
    • Non sempre affidabile
  • Associazione attiva
    • L’elemento non è solo vicino, ma direttamente collegato ad un sito o parte di sito già datato
    • Probabilmente, ma non necessariamente utilizzati nello stesso periodo

Metodologie e applicazioni – La datazione

  • Relazioni ‘stratigrafiche’
    • Taglio
    • Sovrapposizione
  • Analisi dei suoli e dei depositi
    • Accumulo di strati di sedimenti e licheni su strutture in pietra
    • Strutture associate con accumulo di sedimenti
    • Datazione dei suoli che coprono un elemento
  • Datazione intrinseca di elementi
    • Field scatters datati da frammenti diagnostici

Metodologie e applicazioni – L’interpretazione

  • Rapporti e pubblicazioni preliminari/finali
  • Distribuzioni dei siti in un singolo periodo e in diacronia (mappe di fase)
  • Tipologia di siti per periodo storico
  • Dimensioni dei siti e loro posizione in relazione alle caratteristiche del paesaggio
  • Distribuzione e concentrazione del materiale ceramico (per periodo)

Metodologie e applicazioni – L’interpretazione

  • Domande di ricerca specifiche
    • Sistemi antropici di utilizzo del suolo
    • Aspetti ideologici e sacri del paesaggio
    • Ricostruzioni economiche o politiche
  • Gestione e monitoraggio dei beni culturali

Metodologie e applicazioni – Esempi

Land of Carchemish Project (2006-2010)

  • Durham University / Edimburgh University
  • Regione di Carchemish – ca 375km2
    • Bilanciare la copertura archeologica dei progetti di salvataggio a seguito della costruzione di dighe
    • Fornire un contesto regionale allo sviluppo del sito di Carchemish
    • Analizzare ed interpretare i cambiamenti nell’insediamento e paesaggio delle regione
  • Metodologia:
    • Ricognizioni regionali nel 2006/2008/2009
    • Ricognizioni sul sito di Carchemish nel 2009/2010
    • Punto GPS per localizzare i siti
      • Ulteriori punti GPS per definizione del perimetro
    • Dati integrati con ricognizioni precedenti
    • Pubblicazione (Wilkinson et al. 2016) dell’inventario dei siti assieme alla pubblicazione finale

Ricognizioni e scavi archeologici nel Kurdistan iracheno (2009/2012 – oggi )

Ricognizioni e scavi archeologici nel Kurdistan iracheno (2009/2012 – oggi )

  • Ricostruire la storia insediativa delle regioni investigate
    • Iniziale focus sull’età del Ferro e l’Impero Neo-Assiro
  • Metodologia condivisa tra i progetti:
    • Standardizzazione delle classificazioni e del flusso di lavoro
    • Ricognizioni estensive tramite veicolo e ispezioni pedestri mirate
    • Definite sulla base di evidenze da remote sensing
    • Ricognizioni intensive (transetti) mirate
    • Utilizzo di droni, mobile GIS e GPS
    • Scavi o sondaggi su siti di interesse
  • Nuovi progetti intensivi in aree specifiche o scavi

Ricognizioni e scavi archeologici nel Kurdistan iracheno (2009/2012 – oggi )

Bibliografia

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